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politica interna
27 febbraio 2013
Due o tre cose che so di questa campagna elettorale

Sono stati riscoperti i cittadini, nel senso di persone che fanno politica al di fuori dei partiti. Sicuramente lo hanno capito, ognuno a modo suo, Monti, Grillo e Zingaretti.

 

Monti non ha caso ha chiamato “civica” la sua scelta e ha messo in posizione eleggibile persone con una storia rispettabile e significativa (nonché, si presume, oneste) in esperienze che già da tempo lavorano per i beni comuni (dal Fai al Sant’Egidio) e che sono sempre state poco valorizzate.

 

Grillo ha interpretato in modo radicale e manicheo la vecchia distinzione tra società politica e società civile e ha appiccicato ai primi l’etichetta di “cattivi” e ai secondi quella di “buoni”. Vedremo.

 

Zingaretti, da uomo di partito, finalmente ha sparigliato e ha lavorato per una mescolanza, per una contaminazione, tra due mondi, quello di chi ha sempre militato in un partito e quello di chi ha sempre militato in un’associazione. Questo è il “tesoretto” con cui si insedia in una regione devastata e delegittimità. Potrà fare solo bene.

 

I media e in particolare le televisioni hanno dato il peggio di sé. La malefica complicità tra politici di palazzo e giornalisti di stato (nel senso di nominati tramite spartizione tra correnti di partito) li ha avviluppati in una spirale che ha coperto i contenuti dei programmi elettorali e ha esaltato la deleteria dinamica autoreferenziale: “politici che parlano con giornalisti di quello che altri politici hanno detto ad altri giornalisti”.

 

Inevitabile quindi che per la gente i politici siano tutti uguali. Inevitabile che lo spettatore non sappia cosa Bersani ha proposto a un incontro con la cittadinanza ma cosa ha replicato, in quattro secondi, uscendo dalla sala, a un politico che ha replicato a un altro politico, tramite un altro giornalista, uscendo da un’altra sala due ore prime a 500 kilometri di distanza. E’ ora di accorgersene.

 

I talk-show televisivi sono ormai non un servizio ma un danno. Anche se non c’era nessun bisogno, per esempio, hanno consentito a Berlusconi di continuare a esistere e raccogliere consensi. Questo è grave. Chi ha invitato in studio una persona che solo grazie leggi ad-personam ha evitato la galera porterà per sempre una terribile responsabilità. Ma in generale i talk-show televisivi con i politici sono ormai troppi, ripetitivi, ridondanti e condotti da giornalisti che si propongono come giudici del bene o del male, che non selezionano sulla base di cose fatte ma sulla base della notorietà, che non sanno né contestare né smentire le palesi falsità che molti dei loro ospiti ci propinano. Da eliminare.

 

politica interna
20 febbraio 2013
Le 12 riforme costituzionali da votare subito

Queste le 12 riforme costituzionali che il Parlamento italiano dovrebbe adottare all'indomani delle elezioni del febbraio 2013. Abbiamo imparato la lezione: non averle approvate negli ultimi 15 anni ci ha portato alla situazione di stallo e di debolezza strutturale in cui ci troviamo. Fatele e fatele subito.

1. Abolizione del bicameralismo e trasformazione del Senato in un "Senato delle autonomie" (125 componenti), eletto da e tra i consiglieri circoscrizionali, comunali e regionali, con funzione consultiva del governo (più alcune funzioni "centrali": elezione presidente della Repubblica, ratifica trattati, ecc. nonché funzione di alta vigilanza del governo, che di fronte al Senato delle Autonomie riferisce ogni sei mesi sull'attuazione del programma). Durata della legislatura di 4 anni.

2. Trasformazione dell'attuale Camera dei Deputati in "Assemblea Nazionale", composta di 475 deputati, da eleggere con collegio maggioritario. Durata della legislatura di 4 anni. I deputati che lasciano il gruppo corrispondente alla liste di elezione sono collocati d'ufficio nel gruppo dei non iscritti. Obbligo di primarie.

3. Elezione diretta del primo ministro, nella persona indicata dalla lista che ha ottenuti più seggi all'Assemblea Nazionale, che si insedia 3 giorni dopo le elezioni e non ha bisogno del voto di fiducia. Nel corso della legislatura è possibile solo la sfiducia costruttiva. Il primo ministro nomina e revoca i ministri e i viceministri nonché i dirigenti di vertice delle pubbliche amministrazioni centrali. Durata del mandato: 4 anni.

4. Limite massimo di due mandati esecutivi (ministro, assessore, ecc.) nella stessa istituzione e limite massimo di due mandati elettivi (deputato, consigliere, ecc.) nella nella stessa istituzione.

5. Il presidente della repubblica è eletto dai deputati, dai senatori, dai presidenti di regione e dai sindaci delle città capoluogo di regione. Durata del mandato di 6 anni.

6. Obbligo di un minimo del 45% per cento di componenti del sesso diverso negli organi politici esecutivi (consiglio dei ministri, giunta comunale, ecc.).

7.  Le regioni a statuto speciale sono abolite. Tutte le regioni svolgono gli stessi compiti di programmazione, impulso, vigilanza e valutazione. Le province e le comunità montane sono abolite e le loro risorse e i loro compiti sono ripartiti tra i comuni, le regioni e il governo. I comuni con meno di mille abitanti sono aboliti.

8. Obbligo della "co-decisione": le istituzioni e gli enti pubblici, prima di adottare una decisione, devono attuare un percorso di co-decisione con tutti i soggetti interessati alla stessa. Obbligo dell'"amministrazione condivisa": le decisioni pubbliche sono attuate tramite ampio coinvolgimento dei destinatari delle stesse, a cominciare dalla cittadinanza.

9.Validità degli atti ufficiali solo tramite pubblicazione su internet.

10. Tutti gli incarichi pubblici sono sempre e comunque incompatibili (non si può essere nello stesso momento deputato e ministro, sindaco e consigliere regionale, assessore e senatore, ecc.).

11. Fino alla conclusione del procedimento, non può essere eletto o nominato a un incarico pubblico nessuno che sia stato stato condannato per gravi reati nei primi gradi di giudizio.

12. Il Cnel è abolito. E' istituito il "Consiglio nazionale dei cittadini, degli utenti, dei clienti e dei consumatori".

Norme transitorie e finali:

a) La Valle d'Aosta è unita al Piemonte. Il Molise è unito all'Abruzzo. Roma è una regione a sé stante.

b) I comuni con meno di mille abitanti sono aboliti e vengono accorpati al comune confinante più popoloso.

c) Nella giustizia civile, dopo il primo grado, è possibile solo il ricorso in Cassazione.

d) E' cittadino italiano chiunque è nato nel territorio nazionale, a prescindere dalla nazionalità dei genitori.

e) I rimborsi elettorali ai partiti sono aboliti. Le donazioni volontarie ai partiti sono deducibili.

f) Non può essere eletto o nominato a nessuna carica pubblica chi è proprietario di due televisioni nazionali o di altri mezzi di informazione che raggiungono il 15% del mercato.

 

 

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